Singapore vieta musica e video ad alto volume sui bus: multe fino a 500 dollari
Dal 23 settembre nuove regole contro i comportamenti molesti sul trasporto pubblico. Sanzioni anche per chi mette i piedi sui sedili, mangia a bordo o abbandona rifiuti. Nei casi più gravi si arriva a 5 mila dollari
A Singapore il vivavoce ha smesso di essere soltanto una questione di cattive maniere. Da questa settimana musica, video e telefonate ad alto volume sui bus possono trasformarsi in una multa fino a 500 dollari. Dal 23 settembre sono infatti entrate in vigore nuove norme che trasformano in vere e proprie infrazioni alcuni dei comportamenti più fastidiosi sui mezzi pubblici: tra questi, produrre con telefoni, tablet e altri dispositivi un volume tale da arrecare disturbo agli altri passeggeri. La sanzione massima prevista è di 500 dollari di Singapore, poco più di 330 euro al cambio attuale. Il provvedimento, introdotto dalla Land Transport Authority, riguarda gli autobus pubblici ma anche stazioni di interscambio e terminal. Nello stesso elenco finiscono i piedi appoggiati sui sedili, l’abbandono di rifiuti e il consumo di cibi o bevande a bordo. Per condotte considerate più gravi — come creare pericolo o ostacolare gli altri viaggiatori, oppure sporcare pesantemente autobus e terminal — la multa può arrivare fino a 5 mila dollari di Singapore.

Non saranno però gli autisti a elevare direttamente le sanzioni. Il loro compito resterà quello di guidare e garantire la sicurezza del servizio: potranno richiamare chi disturba, invitarlo a interrompere il comportamento e, in caso di mancata collaborazione, chiedergli di scendere. Le notifiche formali delle infrazioni potranno essere emesse invece dal personale autorizzato degli operatori, come controllori e addetti agli interscambi; seguiranno poi gli accertamenti della Land Transport Authority. Nei casi più problematici potrà essere richiesto anche l’intervento della polizia. Le autorità hanno precisato che l’applicazione delle regole dovrà comunque essere improntata a discrezione ed equità, in particolare quando siano coinvolte persone con condizioni fisiche o di salute mentale. L’obiettivo dichiarato non è ottenere autobus silenziosi, ma limitare quei comportamenti che trasformano inevitabilmente uno spazio condiviso in qualcosa di più difficile da condividere. Singapore interviene così con una norma su un tema diventato familiare in molte città: telefoni in vivavoce, reel e video ascoltati senza cuffie, musica diffusa dagli altoparlanti dello smartphone. Una piccola invasione sonora quotidiana alla quale, nella maggior parte dei Paesi, si risponde ancora soprattutto con richiami, cartelli e qualche occhiataccia.
Il tema era stato affrontato pochi giorni fa anche da GrandTour, in un articolo dedicato alla necessità di aggiornare il galateo dei luoghi pubblici all’epoca degli smartphone: non una richiesta di silenzio assoluto, ma la distinzione tra i rumori inevitabili della vita collettiva e quelli che scegliamo di imporre a chi ci sta accanto. A Singapore quella distinzione adesso è entrata anche nel regolamento. La Land Transport Authority spiega che le nuove disposizioni servono a uniformare le norme sui comportamenti molesti tra autobus e rete ferroviaria e a rendere più piacevole l’esperienza del trasporto pubblico. Singapore ha scelto di fare ciò che altrove viene ancora affidato al buon senso: mettere per iscritto che uno smartphone personale non rende personale anche lo spazio intorno. Il galateo, almeno sui bus, adesso ha anche un tariffario.

