Quando il Sole disturba la Terra: a Roma una nuova sala per monitorare le tempeste spaziali
Inaugurata dall’Ingv una struttura dedicata alla meteorologia spaziale. Sorveglierà l’attività solare e le sue conseguenze su satelliti, comunicazioni e sistemi di navigazione. Perché anche a milioni di chilometri di distanza, quello che accade sul Sole può condizionare la nostra vita quotidiana.
Il meteo, qualche volta, arriva dallo spazio. E non porta pioggia, vento o temporali, ma perturbazioni invisibili capaci di disturbare i satelliti, compromettere le comunicazioni radio e mettere in difficoltà i sistemi di navigazione. Tutta colpa del Sole, che oltre a regalarci luce e calore può produrre fenomeni energetici tanto spettacolari quanto insidiosi per le tecnologie dalle quali dipende buona parte della nostra vita quotidiana. Per tenerli sotto controllo, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha inaugurato a Roma una nuova Sala di Monitoraggio Space Weather, dedicata proprio alla sorveglianza del cosiddetto meteo spaziale.

L'infrastruttura consentirà di osservare in tempo reale l'attività solare, le condizioni della ionosfera e le variazioni del campo magnetico terrestre. Tre elementi strettamente collegati, che aiutano gli scienziati a comprendere come ciò che accade sulla nostra stella possa propagarsi fino alla Terra, influenzando il funzionamento di strumenti e servizi essenziali. Ma che cosa si intende esattamente per meteorologia spaziale? A differenza di quella terrestre, che studia i fenomeni atmosferici, riguarda le condizioni dell'ambiente spaziale determinate soprattutto dall'attività del Sole. La nostra stella non emette soltanto luce: può liberare improvvisamente enormi quantità di energia e particelle cariche, dando origine a fenomeni che, raggiungendo l'ambiente terrestre, possono provocare tempeste geomagnetiche e perturbazioni della ionosfera. Quest'ultima è una regione dell'alta atmosfera, ricca di particelle elettricamente cariche, fondamentale per la propagazione di alcuni segnali radio. Quando viene disturbata, le conseguenze possono farsi sentire molto più in basso. Le comunicazioni radio ad alta frequenza, utilizzate anche in ambito aeronautico, possono diventare meno affidabili. I sistemi satellitari di navigazione, come GPS e Galileo, possono subire errori di posizionamento. Anche i satelliti possono risentire degli effetti dell'attività solare.
Non si tratta, dunque, di fenomeni confinati allo spazio, ma di processi che interessano direttamente settori strategici come l'aviazione, i trasporti, le telecomunicazioni e i servizi di emergenza. E in una società sempre più dipendente dalle tecnologie satellitari, conoscere tempestivamente le condizioni dell'ambiente spaziale diventa una necessità concreta.
La nuova sala romana nasce proprio per rafforzare le capacità italiane di osservazione e analisi di questi fenomeni. Si aggiunge alle altre infrastrutture operative dell'INGV, dalla Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami alle sale di monitoraggio dell'Osservatorio Vesuviano e dell'Osservatorio Etneo. Una rete di competenze che, dalle profondità della Terra, estende così il proprio sguardo fino allo spazio.

«Oggi inauguriamo la nuova Sala di Monitoraggio Space Weather, un'occasione che segna un traguardo significativo per l'INGV e rafforza la nostra capacità di osservare e analizzare i fenomeni legati alla meteorologia spaziale», spiega Fabio Florindo, presidente dell'Istituto. «Con questa nuova infrastruttura il nostro Istituto mette ulteriormente a sistema le proprie competenze scientifiche e tecnologiche, rinnovando l'impegno a favore della società anche grazie alla collaborazione con istituzioni, agenzie spaziali, aviazione civile e soggetti responsabili della protezione delle infrastrutture tecnologiche critiche».

Particolarmente importante è proprio il legame con il mondo dell'aviazione. La nuova struttura contribuirà infatti alle attività svolte dall'INGV nell'ambito del servizio di meteorologia spaziale destinato all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO), attraverso il consorzio europeo PECASUS. L'obiettivo è mettere a disposizione del settore aeronautico informazioni utili a conoscere le condizioni spaziali che potrebbero interferire con le comunicazioni e la navigazione.
La sala si inserisce inoltre nella collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per le attività di Space Situational Awareness, dedicate alla conoscenza e al monitoraggio delle condizioni e dei potenziali rischi dell'ambiente spaziale.
Un investimento scientifico che racconta anche quanto sia cambiato il nostro rapporto con il Sole. Per millenni lo abbiamo osservato per misurare il tempo, orientare le stagioni e comprendere i ritmi della natura. Oggi dobbiamo imparare a seguirne anche gli improvvisi capricci, perché una perturbazione nata a milioni di chilometri di distanza può avere conseguenze molto concrete sulla Terra. E prevedere il tempo, ormai, non significa più soltanto guardare il cielo sopra

