Molfetta, la costa che rinasce tra rinaturalizzazione e nuovo turismo

In Puglia prende forma un nuovo modello di fruizione della costa: più lento, accessibile e sostenibile, costruito sulla relazione tra paesaggio rurale, natura, mare e patrimonio storico.

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by Giancarlo Donadio
Molfetta, la costa che rinasce tra rinaturalizzazione e nuovo turismo

La costa nord di Molfetta, in Puglia, conserva un patrimonio ambientale, rurale e storico di grande valore. Un territorio segnato oggi da erosione, abbandono, percorsi frammentati e una fruizione ancora limitata, ma proprio per questo capace di mantenere caratteristiche di naturalità che rappresentano una risorsa da valorizzare.

È da questa condizione che nasce il progetto di riqualificazione integrata della fascia costiera Molfetta Nord, da Torre Calderina alla Basilica dei Madonna dei Martiri. Circa tre chilometri nei quali il progetto punta a ricucire il rapporto tra città e mare, costruendo le condizioni per una fruizione più lenta e consapevole del paesaggio.

A raccontare la filosofia dell’intervento è Angela Sorriso, CEO di Sopron Engineering, realtà che ha guidato la progettazione insieme allo Studio Anna Letizia Monti ed Envia. Al centro del lavoro ci sono due concetti strettamente legati: la rinaturalizzazione del territorio e la possibilità di costruire nuove forme di turismo sostenibile.

Angela Sorriso, Ceo di Sopron Engineering

«L’intervento persegue l’obiettivo di incentivare un turismo lento, attraverso un itinerario pensato per essere percorso a piedi o in bicicletta con spazi di sosta panoramici, in cui il turista osserva, ascolta e prende parte ad un’esperienza immersiva tra arte e natura. Un turismo sostenibile diventa così rigenerativo per il territorio, generando impatti positivi sulla comunità molfettese», spiega Sorriso a GrandTour.

Un turismo che attraversa il paesaggio

La nuova idea di turismo parte dal modo in cui il visitatore entra in relazione con il territorio.

Il progetto prevede una nuova greenway e un percorso ciclopedonale capaci di mettere in relazione Cala San Giacomo e Torre Calderina, accompagnando chi percorre la costa attraverso aree di sosta, punti panoramici e spazi aperti.

Camminare o pedalare diventa così un’esperienza immersiva, nella quale il paesaggio agricolo, la vegetazione, il mare e le emergenze storico-culturali diventano parte di un unico itinerario.

La situazione oggi di degrado della fascia costiera

La Strada Vicinale San Giacomo assume una funzione centrale. La sua riqualificazione diventa l’occasione per attraversare un sistema paesaggistico complesso, nel quale convivono territori costieri tutelati, paesaggi rurali, sistemi colturali, aree agricole, componenti ecologiche e beni storico-culturali.

«La riqualificazione della Strada Vicinale San Giacomo, con interventi di depaving e sistemi impiantistici ad energia solare, svolge un ruolo centrale nella rigenerazione della costa perché consente di ottenere un viaggio itinerante che attraversa un sistema paesaggistico di elevato valore ambientale caratterizzato da territori costieri tutelati, paesaggi rurali, sistemi colturali complessi, aree agricole costiere, componenti ecologiche e beni storico-culturali».

La nuova strada diventa così parte di un’esperienza più ampia, nella quale la mobilità dolce accompagna la conoscenza del territorio.

Un nuovo percorso ciclopedonale

«La sfida progettuale è stata quella di restituire il mare alla comunità, trasformandolo da semplice elemento paesaggistico a luogo vissuto. La costa può diventare una nuova infrastruttura ambientale e sociale, capace di generare valore per i cittadini e nuove opportunità per un turismo più attento alla qualità dei luoghi», aggiunge Sorriso.

«Insieme alla rinaturalizzazione della costa, la nuova strada stimola la consapevolezza ambientale dei cittadini e visitatori. L'obiettivo è evitare il sovraccarico di funzioni, permettendo di vivere il paesaggio nella sua pura naturalità e lentezza».

Rinaturalizzare significa ricostruire una relazione ecologica

La rinaturalizzazione rappresenta uno dei pilastri del progetto. Il suo significato va oltre l’incremento della vegetazione: riguarda la costruzione di una continuità ecologica tra il mare, la fascia costiera e l’entroterra.

«Significa creare una cintura costiera di spazi ad alto grado di naturalità finalizzata a potenziare la resilienza ecologica dell’ecotono costiero e la connettività ecologica tra costa ed entroterra».

La fascia interessata dalla riqualificazione costituisce una zona di transizione tra sistema urbano, paesaggio agrario periurbano e mare Adriatico. Questa posizione le attribuisce un ruolo strategico nella costruzione della rete ecologica urbana e territoriale.

Il progetto utilizza metodi e tecniche di ingegneria naturalistica e di architettura del paesaggio, adattandosi all’orografia esistente. La rinaturalizzazione contribuisce a ridurre la frammentazione del paesaggio, recuperare gli spazi degradati e rafforzare le relazioni tra gli elementi naturali presenti.

Anche il paesaggio agricolo entra così nella strategia di valorizzazione. Gli orti e le aree coltivate lungo la fascia costiera rappresentano componenti dell’identità locale e contribuiscono a costruire quella relazione tra terra e mare che caratterizza questo tratto di Molfetta.

Accessibilità e naturalità: una nuova relazione tra città e costa

La costa nord ha conservato parte della propria naturalità grazie alla sua posizione marginale rispetto ai principali flussi urbani e turistici. Il progetto interviene proprio su questa condizione, aumentando l’accessibilità e rafforzando la qualità degli spazi aperti.

«La fascia interessata dalla riqualificazione rappresenta una vera zona di transizione tra il sistema urbano, il paesaggio agrario periurbano e il mare Adriatico, assumendo una funzione strategica per la costruzione della rete ecologica urbana e territoriale. In tale contesto il progetto non introduce nuove forme di urbanizzazione, ma realizza un’azione di ricucitura paesaggistica e ambientale finalizzata a valorizzare le relazioni esistenti tra gli elementi naturali e rurali presenti lungo il margine costiero».

Progettare la la rinaturalizzazione del territorio

La nuova infrastruttura accompagna quindi il visitatore attraverso un paesaggio nel quale convivono natura, agricoltura e mare. Le aree di sosta, i punti panoramici e il percorso ciclopedonale offrono occasioni di permanenza e osservazione, mantenendo centrale la qualità degli spazi aperti.

Il risultato atteso è una costa più accessibile e fruibile, con un sistema di relazioni più forte tra città, campagna e mare.

Proteggere la costa attraverso la sua dinamica naturale

La stessa filosofia guida gli interventi dedicati all’erosione. Il progetto nasce dall’analisi dell’azione del moto ondoso, degli eventi estremi e dell’evoluzione della linea di costa. Lo studio delle dinamiche naturali ha permesso di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei diversi tratti.

«L’azione del monto ondoso e della sua incidenza nel tempo è stata analizzata in dettaglio valutando gli eventi estremi unitamente alla modifica indotta sulla linea di costa. Su tali presupposti sono stati individuati degli interventi morbidi, tesi a migliorare la resilienza dell’arenile mediante una riconfigurazione soft delle linee di frangimento ed un riutilizzo del materiale presente, nondimeno sono stati individuate una serie di azioni ambientalmente compatibili dedicate al riequilibrio sedimentario del tratto di costa interessato».

La costa nord di Molfetta può così diventare una nuova destinazione per chi cerca un rapporto più lento e immersivo con il territorio. Un itinerario nel quale turismo, natura, agricoltura, cultura e mare entrano in relazione e nel quale la qualità del paesaggio diventa il principale elemento di attrazione.

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