Luna Rossa, la base diventa un oceano da esplorare: a Cagliari arriva l’Ocean&Climate Village

Dalle barriere coralline ai segreti degli abissi, la mostra itinerante promossa da UNESCO e sostenuta dal Gruppo Prada approda nella casa del team velico. Installazioni immersive, laboratori e incontri per raccontare il ruolo del mare negli equilibri del pianeta. Aperta fino al 15 ottobre

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Luna Rossa, la base diventa un oceano da esplorare: a Cagliari arriva l’Ocean&Climate Village

C’è molto più di una regata, nel mare di Luna Rossa. Ci sono ecosistemi invisibili, correnti che regolano il clima, creature sorprendenti e una biodiversità ancora in buona parte da esplorare. Un universo che comincia appena sotto la superficie dell’acqua e dal quale dipende, in larga misura, il futuro del pianeta. Per qualche giorno, nella base cagliaritana del team italiano di vela, tutto questo diventa protagonista. Non per conquistare un trofeo, ma per raccontare perché l’oceano meriti di essere conosciuto, compreso e protetto. È stata inaugurata il 9 ottobre, alla base di Luna Rossa a Cagliari, Ocean&Climate Village, la mostra scientifica itinerante sviluppata dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e sostenuta dal Gruppo Prada attraverso SEA BEYOND, il programma educativo dedicato alla tutela dell’oceano: GrandTour c'era. L’iniziativa si inserisce nella rinnovata collaborazione tra Luna Rossa e UNESCO in vista della 38ª America’s Cup e resterà aperta gratuitamente al pubblico fino al 15 ottobre, ogni giorno dalle 10 alle 18.

Dopo aver attraversato diverse città italiane e internazionali, la mostra approda in Sardegna con un nuovo allestimento firmato da Formafantasma, studio di design e ricerca noto per il suo approccio interdisciplinare. Il principio alla base del percorso è tanto semplice quanto fondamentale: esiste un solo grande oceano, un sistema interconnesso nel quale ciò che accade in un luogo produce conseguenze anche a migliaia di chilometri di distanza. Il Mediterraneo, insomma, non è un mondo separato dall’Atlantico o dal Pacifico. E la salute del mare riguarda tutti, anche chi vive lontano dalle coste.

Quattro le sezioni tematiche. One Ocean racconta l’unità del sistema oceanico globale, mentre The Climate Engineesplora il ruolo del mare nella regolazione delle temperature terrestri. Biodiversity accompagna i visitatori alla scoperta della straordinaria varietà di organismi che popolano gli ambienti marini. Infine, Ocean Anomalies affronta le trasformazioni in corso, dalle alterazioni degli ecosistemi agli effetti delle attività umane.

Non mancano gli oggetti capaci di incuriosire anche i meno esperti. C’è una riproduzione tridimensionale del granchio blu, specie che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione per la sua diffusione nel Mediterraneo. Ci sono gli strumenti impiegati per estrarre carote di ghiaccio nell’ambito del progetto Follow the Ice, preziosi archivi naturali che permettono agli scienziati di ricostruire il clima del passato. E ancora, le fotografie dei coralli di profondità realizzate durante le ricerche del biologo marino Giovanni Chimienti, un’esperienza sonora dedicata ai rumori dell’ambiente marino e un’installazione a grandezza naturale che riproduce una porzione di barriera corallina, illustrando il lavoro di rigenerazione dei reef condotto da Coral Gardeners.

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Ma il vero cuore dell’iniziativa sono i giovani. Il programma comprende workshop e attività educative ispirati ai principi dell’Ocean Literacy, l’alfabetizzazione all’oceano che punta a far comprendere il rapporto reciproco tra esseri umani e ambiente marino. A guidare alcuni incontri sono i SEA BEYONDer Enzo Barracco, Valentina Gottlieb, Carmelo Isgrò ed Elisabetta Zavoli, professionisti che attraverso fotografia, ricerca e divulgazione contribuiscono a raccontare la fragilità degli ecosistemi.

Anche Luna Rossa partecipa direttamente, con un laboratorio dedicato ai nodi marinari: un modo per avvicinare bambini e ragazzi a un sapere antico, nel quale esperienza, manualità e conoscenza del mare si intrecciano. L’Accademia dei Bambini di Fondazione Prada propone invece un viaggio nel mondo microscopico custodito in una goccia d’acqua, attraverso un laboratorio che mette in dialogo arte e scienza.

«Lo sport ha il potere di ispirare ben oltre la competizione», osserva Magdalena Landry, direttrice dell’Ufficio regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, sottolineando il valore educativo dell’iniziativa. Una visione condivisa da Lorenzo Bertelli, Head of Sustainability del Gruppo Prada, secondo il quale la conoscenza rappresenta il primo passo verso una maggiore responsabilità nei confronti dell’oceano.

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«Difendere l’oceano è responsabilità di tutti», ribadisce Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa, evidenziando soprattutto il coinvolgimento delle nuove generazioni. A completare il percorso è la mostra fotografica del climate artist Enzo Barracco, dedicata agli ecosistemi delle Galápagos e delle Hawaii, due luoghi emblematici della ricchezza biologica del pianeta e delle minacce che oggi gravano sugli ambienti naturali.

L’Ocean&Climate Village porta così la conoscenza scientifica in un luogo normalmente associato alla tecnologia, alla velocità e alla competizione. Un incontro tutt’altro che casuale: chi naviga sa quanto il mare possa essere generoso, imprevedibile e potente. Ma imparare a leggerlo significa anche comprenderne la vulnerabilità. E forse è proprio questa la sfida più importante, ben oltre qualsiasi traguardo sportivo: conoscere l’oceano per imparare a proteggerlo.

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