La regista Dima El-Horr trionfa al "Pianeta Mare Film Festival" con un documentario sulla guerra in Libano

Dalla guerra in Libano alla crisi climatica, dalla tutela degli oceani alla memoria dei territori: la manifestazione premia un cinema capace di raccontare le grandi sfide del presente

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La regista Dima El-Horr trionfa al "Pianeta Mare Film Festival" con un documentario sulla guerra in Libano
And the Fish Fly Above Our Heads

Il mare come testimone della storia, delle ferite dei popoli e delle trasformazioni del nostro tempo. È il Libano, con la sua memoria tormentata e le sue contraddizioni, il protagonista del film che ha conquistato la quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli. A trionfare è stata la regista libanese Dima El-Horr con And the Fish Fly Above Our Heads, presentato in anteprima italiana e premiato dalla giuria per la capacità di intrecciare memoria storica, crisi economica e instabilità politica, restituendo attraverso il mare un ritratto del Libano che diventa emblematico delle tensioni attraversate da molti Paesi del Mediterraneo. Il riconoscimento conferma la vocazione internazionale del festival napoletano, che ha fatto del cinema uno strumento per raccontare l'ambiente, la biodiversità e il rapporto, spesso conflittuale, tra l'uomo e gli ecosistemi. Storie provenienti da ogni parte del mondo, nelle quali la dimensione scientifica incontra quella sociale, politica e umana. La menzione speciale della giuria, composta tra gli altri dal programming manager Alessandro Del Re e dalla sceneggiatrice Ippolita Di Majo, è andata a The Musician and the Whale, del regista francese Valentin Paoli. Il documentario, che ha inaugurato la manifestazione in anteprima italiana, esplora la straordinaria relazione tra la musica elettronica di Rone e i mammiferi marini dell'isola tropicale della Réunion. Al centro della sezione cortometraggi, invece, le conseguenze della crisi climatica. A vincere è stato The Prediction, del regista indiano Rishi Chandna, insignito del premio sostenuto da KPMG Italia, main partner della manifestazione. La giuria ne ha valorizzato la capacità di raccontare il cambiamento climatico anche come una crisi della nostra capacità di interpretare il presente alla luce dell'esperienza passata e di immaginare ciò che ci attende. Una menzione speciale è stata assegnata anche al cortometraggio d'animazione All You Can Waste, firmato dai torinesi Monica Torasso e Andrea Deaglio. Un'opera dal linguaggio visivo incisivo che riflette sulle conseguenze ambientali e sociali dei modelli di consumo contemporanei, soffermandosi in particolare sulla dipendenza dai dispositivi elettronici.

Il cinema incontra la scuola: premiato il progetto realizzato a Ischia

Grande spazio, anche quest'anno, alle nuove generazioni. Oltre duemila studenti universitari e delle scuole secondarie superiori hanno partecipato alle Cinematinée, ospitate nell'Aula Magna dell'Università Parthenope e in quella della sede di Scampia dell'Università Federico II. Proprio nella sezione dedicata ai giovani è arrivato un importante riconoscimento per il cinema campano. Il primo premio tra i lungometraggi è andato a Noi stesse, del regista napoletano Luca Ciriello, presentato in anteprima mondiale al festival. Il film nasce da un laboratorio di documentario partecipativo realizzato sull'isola d'Ischia con gli studenti del Liceo Giorgio Buchner e dell'Istituto scolastico Cristofaro Mennella, nell'ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Un percorso che ha trasformato l'esperienza didattica in un'opera cinematografica, affidando ai ragazzi un ruolo attivo nella costruzione del racconto. Nella sezione cortometraggi delle Cinematinée si è imposto Le Bain des Sirènes, della regista francese Lola Degove, approdato a Napoli in anteprima italiana dopo la partecipazione alla selezione ufficiale del Festival di Cannes 2026 e l'inserimento nella shortlist del Premio César.

Focus Campania, tra memoria familiare e nuove generazioni

Due giovani registi, entrambi nati nel 2000, sono stati protagonisti della sezione Focus Campania, dedicata ai cortometraggi realizzati sul territorio regionale, con particolare attenzione al rapporto tra ambiente, paesaggio e identità. Il primo premio, assegnato da una giuria composta dagli studenti di Scienze della comunicazione dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è andato a Licia, di Gaia Marotta, giovane regista originaria di Limatola, nel Sannio, e laureanda in Cinema e audiovisivo all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Attraverso un ritratto intimo e ironico della nonna, la regista costruisce un dialogo tra generazioni, interrogandosi sul rapporto tra apparenza, percezione di sé e memoria familiare. Un racconto nel quale la dimensione privata diventa occasione per riflettere sull'identità e sul legame con il territorio. La menzione speciale è stata invece attribuita a Mambo Kids, del regista casertano Emanuele Tresca, laureando in Antropologia all'Università La Sapienza di Roma. Ambientato a Caserta, il cortometraggio racconta con delicatezza il legame tra due amici e la scelta di restare nella propria terra. Sullo sfondo, la scoperta dei luoghi naturali e l'atmosfera sospesa di una fine estate, tra malinconia, appartenenza e desiderio di futuro. Si chiude così una quinta edizione che ha intrecciato cinema internazionale, ricerca ambientale e formazione, dando spazio tanto agli autori affermati quanto ai nuovi talenti. Tutte le proiezioni del Pianeta Mare Film Festival sono state a ingresso gratuito, grazie al sostegno della Film Commission della Regione Campania e alla collaborazione con gli atenei napoletani e l'Institut français di Napoli.

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