Arriva la tecnologia che fa "viaggiare" gli odori: potremo sentire i profumi anche in videochiamata
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Arriva la tecnologia che fa "viaggiare" gli odori: potremo sentire i profumi anche in videochiamata

Un gruppo di ricercatori ha sviluppato Scentronic, un sistema che utilizza sensori, intelligenza artificiale e dispositivi indossabili per riconoscere un aroma e riprodurlo a distanza. Funzionerà?

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by Giancarlo Donadio

Immaginate di essere in videochiamata con un amico che vive dall'altra parte del mondo. Mentre vi racconta della sua giornata, vi mostra il caffè che ha appena preparato. Oltre a vederlo e a sentire il rumore della macchinetta, potreste persino percepirne l'aroma, come se foste seduti accanto a lui. Sembra un'idea presa da un film di fantascienza, ma è proprio questa una delle possibilità esplorate da Scentronic, una nuova tecnologia sviluppata da un gruppo di ricercatori della Ohio State University, negli Stati Uniti, insieme a colleghi dello Zhejiang Laboratory, in Cina. Il sistema è stato presentato in uno studio pubblicato il 21 ottobre 2026 sulla rivista scientifica Science Advances e raccontato nei giorni successivi da testate internazionali come Reuters e The Times.

10K views · 84 reactions | New “Scentronic” technology can detect and transmit aromas remotely. So far, the prototype can recognize five scents: beer, cake, coffee, red wine and orange wine. | ABC News
New “Scentronic” technology can detect and transmit aromas remotely. So far, the prototype can recognize five scents: beer, cake, coffee, red wine and orange wine.

Che cos'è Scentronic, la tecnologia che trasmette i profumi a distanza

Scentronic è un sistema sperimentale progettato per riconoscere alcuni odori presenti in un ambiente e riprodurli in un luogo diverso, utilizzando una connessione Internet.

Il suo funzionamento si basa sull'integrazione di tre elementi: un naso elettronico capace di rilevare determinate sostanze nell'aria, un software di intelligenza artificiale che identifica l'odore e un dispositivo che rilascia una fragranza corrispondente.

La ricerca che ha dato vita a Scientronic. Fonte: Science Advances

In pratica, Scentronic prova ad aggiungere una nuova dimensione alla comunicazione digitale, affiancando agli stimoli visivi e sonori anche quelli olfattivi.

Per comprendere la portata dell'esperimento, pensiamo a quello che succede quando inviamo una fotografia. Lo smartphone cattura la luce attraverso un sensore, trasforma le informazioni in dati e le invia a un altro dispositivo, che ricostruisce l'immagine sullo schermo.

Con gli odori il principio generale è simile, ma il processo è molto più complesso. Un aroma, infatti, non può essere riprodotto semplicemente illuminando dei pixel o facendo vibrare un altoparlante. Per percepirlo, il nostro naso deve entrare in contatto con determinate molecole presenti nell'aria.

Scentronic affronta il problema utilizzando fragranze già disponibili nel dispositivo ricevente. Non trasferisce fisicamente le molecole da una parte all'altra del mondo, ma invia informazioni digitali che permettono di rilasciare un odore corrispondente.

Dal naso elettronico al dispositivo che genera gli odori

Il funzionamento di Scentronic può essere diviso in tre passaggi, che avvengono attraverso componenti differenti ma collegati tra loro.

Il primo coinvolge quello che i ricercatori chiamano e-nose, cioè naso elettronico. Si tratta di un dispositivo portatile, largo circa 15 centimetri, dotato di una serie di sensori in grado di reagire alla presenza di composti chimici volatili nell'aria.

Funzionamento del sensore nasale. Fonte: Science Advances

Questi composti sono le sostanze che contribuiscono a creare gli odori che percepiamo quotidianamente, dal profumo degli agrumi all'aroma del caffè. Quando il naso elettronico entra in contatto con determinate sostanze, i suoi sensori producono segnali elettrici. Ogni sensore reagisce in maniera diversa e l'insieme delle risposte crea una sorta di impronta caratteristica dell'odore rilevato. È qui che entra in gioco l'intelligenza artificiale. Un modello di apprendimento automatico, precedentemente addestrato con campioni conosciuti, analizza i segnali e cerca di capire a quale categoria olfattiva appartengano.

Una volta identificato l'aroma, il sistema invia le informazioni attraverso Internet a un secondo dispositivo, che può trovarsi anche a migliaia di chilometri di distanza.

Quest'ultimo contiene piccoli serbatoi con liquidi profumati e atomizzatori che trasformano una piccola quantità di liquido in minuscole goccioline, rilasciando nell'aria la fragranza selezionata.

Quali odori riesce a riconoscere Scentronic?

Al momento, Scentronic è in grado di riconoscere cinque categorie di odori: caffè, birra, torta, arancia e vino rosso. La scelta non è casuale. Si tratta di aromi familiari, presenti nella vita quotidiana, ma sufficientemente diversi tra loro da permettere ai ricercatori di verificare la capacità del sistema di distinguerli. Nei test sperimentali, il naso elettronico ha raggiunto un'accuratezza superiore al 96% nel riconoscimento delle categorie per cui era stato addestrato. Un risultato promettente, che però non significa che il sistema riesca a identificare con la stessa precisione qualsiasi odore incontrato nella vita reale. Il problema diventa ancora più complesso quando si passa dal riconoscimento alla riproduzione. Pensiamo all'aroma del caffè, che può variare sensibilmente in base alla miscela utilizzata, al tipo di tostatura e al metodo di preparazione. Un dispositivo capace di identificare l'odore del caffè non è necessariamente in grado di riprodurre tutte queste sfumature. Nei test con 14 volontari, gli odori generati dal sistema sono stati riconosciuti correttamente nel 72,86% dei casi. I ricercatori hanno sperimentato anche combinazioni di due odori, ottenendo risultati incoraggianti, ma ancora lontani da una riproduzione fedele e universale.

Come ha spiegato Chunyu Yang, dottorando in Scienza e ingegneria dei materiali alla Ohio State University e primo autore dello studio, ampliare il numero degli odori richiederebbe sia un ulteriore addestramento del naso elettronico sia la disponibilità di nuovi liquidi profumati nel dispositivo ricevente. Il sistema, dunque, non può generare un aroma mai incontrato prima senza una preparazione specifica.

Dalle videochiamate allo shopping online: a cosa potrebbe servire

Le possibili applicazioni della tecnologia vanno ben oltre la curiosità di poter inviare il profumo di un caffè durante una videochiamata. Uno degli ambiti più interessanti è quello della comunicazione a distanza. Oggi una conversazione digitale permette di condividere parole, espressioni del viso, immagini e suoni. Aggiungere anche gli odori potrebbe rendere alcune esperienze più coinvolgenti, soprattutto quando si vogliono condividere momenti legati al cibo, alla natura o a luoghi particolari. Un'altra applicazione riguarda il commercio elettronico. Immaginiamo di voler acquistare un profumo su Internet. Attualmente possiamo leggerne la descrizione, confrontare le note olfattive e consultare le recensioni, ma non possiamo sentirne l'aroma senza recarci in negozio o ricevere un campione fisico.

In futuro, dispositivi ispirati a Scentronic potrebbero permettere ai consumatori di provare alcune fragranze direttamente da casa, purché il generatore disponga delle formulazioni necessarie. Lo stesso principio potrebbe essere applicato a determinati prodotti alimentari, cosmetici o ambienti virtuali.

Particolarmente interessante è anche il settore della realtà virtuale e aumentata. Un'esperienza immersiva potrebbe diventare più realistica associando agli ambienti digitali stimoli olfattivi coerenti con quello che l'utente vede. Una passeggiata virtuale in un bosco, per esempio, potrebbe essere accompagnata dal profumo della vegetazione. Una visita digitale a una torrefazione potrebbe includere l'aroma del caffè appena tostato.

Internet potrà davvero trasmettere tutti gli odori?

Per capire perché una tecnologia come Scentronic sia così difficile da sviluppare, basta pensare alle differenze tra i nostri sensi. La vista e l'udito possono essere stimolati attraverso segnali fisici relativamente facili da controllare con schermi e altoparlanti. L'olfatto, invece, dipende dall'interazione tra molecole chimiche e recettori presenti nel naso. Inoltre, ciò che chiamiamo comunemente odore è spesso il risultato di combinazioni estremamente complesse di sostanze diverse. Il profumo di un fiore, l'aroma di un piatto appena cucinato o l'odore del mare non corrispondono necessariamente a una singola molecola, ma possono derivare da miscele di numerosi composti. Riprodurre fedelmente queste combinazioni, in modo rapido e controllato, è una sfida scientifica e ingegneristica ancora aperta. Per questo, Scentronic non rappresenta ancora l'equivalente olfattivo di una videocamera o di un microfono. È piuttosto un primo sistema integrato che dimostra come il riconoscimento automatico degli odori possa essere collegato alla loro riproduzione da remoto.

Il suo valore sta soprattutto nell'aver riunito in un unico processo tecnologie che, fino a oggi, erano state sviluppate prevalentemente come strumenti separati.

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