Perché è ancora possibile salvare il leopardo delle nevi

Vive oltre i tremila metri, tra le vette più impervie dell'Asia, ed è uno dei felini più difficili da incontrare. Minacciato dal cambiamento climatico e dal conflitto con l'uomo, diventa il simbolo della nuova iniziativa di DoDo e WWF Italia, che sostengono un progetto di conservazione in Pakistan

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Perché è ancora possibile salvare il leopardo delle nevi
Foto Sascha Fonseca [per gentile concessione del Wwf]

C'è chi attraversa mezzo mondo nella speranza di incontrarlo. E chi, pur vivendo da sempre sulle sue montagne, potrebbe non averlo mai visto. Il leopardo delle nevi è uno dei grandi invisibili del regno animale: si muove silenzioso tra le rocce, si confonde con i paesaggi innevati, compare e scompare con una discrezione che gli è valsa il soprannome di fantasma delle montagne.
Ma oggi il rischio è che quel fantasma diventi qualcosa di ancora più difficile da incontrare. Perché a minacciarlo non è soltanto la perdita del suo habitat: è anche il rapporto, sempre più complicato, con gli esseri umani che condividono il suo territorio. A questo straordinario felino, simbolo della fragilità degli ecosistemi d'alta quota, è dedicata la nuova iniziativa di DoDo e WWF Italia, che rinnovano una collaborazione avviata nel 1994. Il marchio di gioielleria ha scelto di sostenere un progetto di conservazione in Pakistan, accompagnandolo con la creazione di un charm ispirato al leopardo delle nevi. Un piccolo oggetto che vuole richiamare l'attenzione su una grande sfida: proteggere una specie minacciata senza dimenticare le esigenze delle popolazioni che vivono accanto a essa.

Il leopardo delle nevi (Panthera uncia) abita alcune delle regioni più inaccessibili del pianeta. Il suo territorio si estende attraverso dodici Paesi dell'Asia centrale e meridionale, tra catene montuose, altopiani e vallate che superano spesso i tremila metri di altitudine. Qui, dove l'aria è rarefatta e gli inverni possono essere estremi, il felino si è adattato a condizioni proibitive grazie a una folta pelliccia, a grandi zampe che facilitano gli spostamenti sulla neve e a una lunga coda, preziosa per mantenere l'equilibrio sui pendii rocciosi.

Eppure, nemmeno questi adattamenti bastano a proteggerlo dalle trasformazioni del suo ambiente. Classificato come Vulnerabile nella Lista Rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura, il leopardo delle nevi deve fare i conti con la frammentazione degli habitat, il bracconaggio e gli effetti del cambiamento climatico. Secondo le stime richiamate dal WWF, la popolazione potrebbe diminuire fino al 10% nei prossimi dieci anni.

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Ma c'è un'altra minaccia, meno evidente e strettamente legata alla sopravvivenza delle comunità montane. Quando le prede selvatiche scarseggiano, i leopardi possono attaccare il bestiame allevato dalle popolazioni locali. La perdita di un animale rappresenta spesso un danno economico significativo per le famiglie, alimentando ritorsioni nei confronti dei predatori. È uno dei nodi più delicati della conservazione: come difendere una specie senza mettere in difficoltà chi vive nel suo stesso ambiente?

Proprio da questa domanda parte il progetto sostenuto da DoDo in Pakistan. L'iniziativa del WWF punta a integrare ricerca scientifica, strumenti tecnologici per il monitoraggio e partecipazione delle comunità locali. L'obiettivo è migliorare la raccolta e la condivisione delle informazioni sulla presenza del felino, coinvolgendo direttamente gli abitanti nella sua tutela e favorendo forme di convivenza meno conflittuali.

Un approccio che riflette un principio sempre più importante nelle politiche di conservazione: proteggere gli animali selvatici significa anche costruire relazioni sostenibili con le persone. E nel caso del leopardo delle nevi significa salvaguardare gli ecosistemi montani, dai quali dipendono numerose altre specie e milioni di esseri umani.

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La nuova iniziativa arriva nel 2026, anno del sessantesimo anniversario del WWF Italia. Dopo il charm dedicato al panda, presentato a maggio per celebrare il Sistema Oasi, la rete di aree naturali protette dell'associazione, DoDo ha scelto di rivolgere lo sguardo alle montagne asiatiche, proseguendo un sodalizio che dura da oltre trent'anni. «Incontrarti è prezioso» è il messaggio associato alla nuova creazione. Una frase che, al di là del gioiello, racconta bene la condizione di questo animale straordinario. Perché incontrare un leopardo delle nevi è già oggi un privilegio raro. Fare in modo che continui a esserlo per le generazioni future, senza che diventi soltanto un ricordo, è la vera sfida.

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