Cosa possiamo imparare dalla relazione socio-sessuale tra un toro e un asino maschio
In Etiopia i ricercatori dell’Università di Pisa hanno documentato un’insolita relazione socio-sessuale: un legame spontaneo e reciproco che supera i confini tra specie e offre nuove chiavi di lettura sul ruolo del piacere, dell’affettività e delle relazioni sociali nella sessualità animale
Durante una campagna di campo sui babbuini gelada a Debre Libanos, in Etiopia, un gruppo di etologi guidato da André B. da Cruz ed Elisabetta Palagi dell'Università di Pisa si è imbattuto in un’interazione inattesa tra gli animali domestici al pascolo.
Protagonisti un toro, Achille, e un asino maschio, Patroclo, legati da una relazione socio-sessuale selettiva e reciproca, recentemente descritta in una comunicazione scientifica sull’autorevole rivista Current Biology.
La presenza di comportamenti omosessuali fra gli animali e soprattutto nei mammiferi è ampiamente documentata in letteratura da decenni, così come la loro funzione nella coesione del gruppo, nella gestione dei conflitti e nelle alleanze sociali. A rendere peculiare l'osservazione etiope non è dunque l'orientamento sessuale in sé, quanto l'incontro tra due famiglie tassonomiche molto differenti, Bovidi ed equidi, all'interno di un contesto di pascolo aperto dove erano regolarmente presenti femmine e maschi di entrambe le specie. Gli animali appartenevano a proprietari diversi e trascorrevano la notte separati, scegliendo però di ricongiungersi ogni giorno non appena lasciati liberi.

L’analisi quantitativa condotta dai ricercatori esclude le interpretazioni più sbrigative, come la coercizione o l'errore di riconoscimento. Nei soli quattro giorni di osservazione, sono state registrate ben 51 monte. In questi episodi, il toro ha mantenuto un ruolo costantemente attivo, sollecitando il contatto, l’asino dal canto suo non ha mai mostrate le reazioni avverse tipiche degli individui infastiditi.
La selettività del legame è emersa con chiarezza anche nel confronto con gli altri animali: quando Achille ha tentato di avvicinare un secondo asino, quest'ultimo ha reagito appiattendo le orecchie e scalciando, inducendo il toro a tornare prontamente da Patroclo, che nel frattempo allontanava con decisione i giovani tori che provavano a intromettersi. Il dato etologico più suggestivo riguarda la sequenza temporale dei contatti: le manifestazioni affiliative, come leccate e sfregamenti del muso, aumentavano sensibilmente subito dopo la monta, passando dal 25% registrato prima dell'atto a circa il 75% nei secondi successivi. Una dinamica che indica come l'interazione non si esaurisse nella stimolazione motoria, ma fungesse da veicolo per prolungare la vicinanza e il contatto tra i due individui. Al di là della singolarità del caso, favorito probabilmente anche dalla plasticità comportamentale tipica delle specie domestiche, questa osservazione porta con sé un'evidenza fondamentale: la sessualità animale non risponde soltanto a finalità riproduttive, ma è profondamente mediata dalla ricerca del piacere e del benessere relazionale.
Nella spontaneità con cui Achille e Patroclo si cercavano, si accoppiavano e si scambiavano cure, emerge con chiarezza la gratificazione reciproca derivante dal contatto fisico. Un piacere condiviso che si è manifestato con forza a prescindere dal sesso dei due individui e persino oltre i confini della loro specie di appartenenza.
