Quanto costano all'ambiente i Mondiali di calcio?
Le emissioni causate dai voli del presidente della Fifa Infantino hanno scatenato le proteste degli attivisti. Eppure, le nuove tecnologie e la consapevolezza legata alla sostenibilità stanno rendendo più green i grandi eventi sportivi
La BBC ha analizzato l'impatto ambientale degli spostamenti del presidente della FIFA, Gianni Infantino, durante la prima fase della Coppa del Mondo FIFA 2026, ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. Infantino ha effettuato ben 27 voli aerei in un arco di tempo ridotto per riuscire ad assistere a 24 partite del torneo in diverse città del Nord America. Tra i vari spostamenti analizzati, spicca un volo di sole 92 miglia (148 km) effettuato il 22 giugno da Philadelphia all'aeroporto di Teterboro (New Jersey). Il motivo del volo non era assistere a una partita, ma partecipare a un'intervista il mattino seguente negli studi di Fox News a New York, prima di ripartire lo stesso giorno verso Boston e Toronto.
Molti commentatori e attivisti hanno fatto notare che tratte così brevi (come quella tra Philadelphia e l'area di New York) avrebbero potuto essere tranquillamente coperte in auto o in treno, riducendo drasticamente l'impronta ecologica. Dunque, l’impegno della Fifa per la sostenibilità ambientale è concreto o ‘truffaldino’?
Il dibattito riflette una problematica strutturale dei mega-eventi sportivi, dove i viaggi di atleti, dirigenti e tifosi rappresentano la quota principale delle emissioni di gas serra.
Facciamo alcuni esempi, non solo calcistici.
● Mondiali di Calcio (Qatar 2022 vs 2026)
Sebbene l'edizione del 2022 in Qatar sia stata criticata per l'impatto della costruzione degli stadi, la vicinanza geografica degli impianti azzerava i voli interni. Al contrario, il Mondiale 2026 in Nord America – pur riutilizzando infrastrutture esistenti – costringe squadre, staff e tifosi a continui voli transcontinentali a causa delle enormi distanze.
● I Giochi Olimpici (Parigi 2024)
Secondo i dati ufficiali del CIO e del comitato organizzatore, Parigi 2024 si era posta l'obiettivo di dimezzare l'impronta di carbonio rispetto alla media di Londra 2012 e Rio 2016 (passando da circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂ a meno di 1,75 milioni), limitando le nuove costruzioni e incentivando l'uso di trasporti pubblici e ferrovie per spettatori e delegazioni.
● La Formula 1
Il Circus della F1 genera circa 256.000 tonnellate di CO₂ all'anno, di cui il 45% è dovuto alla logistica dei trasporti dei materiali e dei team da un continente all'altro. La F1 ha avviato un piano per diventare "Net Zero" entro il 2030, rimodulando il calendario per raggruppare i Gran Premi per aree geografiche (es. tappe asiatiche, europee, americane consecutive) per ridurre i chilometri aerei.
Tuttavia, nonostante i dati sui singoli spostamenti dei dirigenti destino preoccupazione, il mondo dello sport sta vivendo una rivoluzione culturale senza precedenti nei confronti della sostenibilità. L'aspetto più ottimistico risiede nella consapevolezza collettiva e nella reazione degli organi di governo e dei tifosi. Oggi, i viaggi ad alto impatto di carbonio non passano più inosservati: l'opinione pubblica esercita una forte pressione che sta costringendo istituzioni rigide come la Fifa, la Uefa e il Cio a cambiare standard.
Sempre più federazioni stanno stringendo accordi con compagnie ferroviarie (come accaduto per gli spostamenti di squadre e tifosi durante gli Europei di calcio in Germania) e molti atleti di alto livello stanno usando la propria piattaforma per promuovere viaggi eco-responsabili. Lo sport ha il potere unico di unire e ispirare miliardi di persone: la nascita di questa eco-coscienza sportiva guiderà lo sviluppo di tecnologie logistiche più pulite, carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF) e calendari più razionali, dimostrando che è possibile celebrare le più grandi passioni umane nel pieno rispetto del nostro pianeta.
