C'è un'università che premia gli studenti che si disconnettono dagli smartphone

Per promuovere un uso consapevole del digitale, la Federico II di Napoli lancia l’app LockBox e l’Open Badge certificato da Bestr. Trasformando a la disconnessione in una competenza riconosciuta e spendibile sul mercato

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Si disconnetta chi può. O meglio: lasciate lo smartphone voi che entrate, in università. Possibile? In un tempo in cui la connessione permanente sembra essere diventata condizione inevitabile della vita quotidiana, l’Università Federico II di Napoli sceglie una strada controcorrente: insegnare il valore della disconnessione. Nasce così #benesseredigitale UniNA, il progetto presentato dall’Ateneo partenopeo che punta a promuovere un uso più equilibrato, sano e consapevole degli strumenti digitali tra gli studenti. Non una battaglia ideologica contro la tecnologia, ma un nuovo modo di abitarla. È questa la cifra culturale dell’iniziativa, che mette al centro una domanda sempre più urgente nelle società contemporanee: come recuperare attenzione, profondità e benessere in un ecosistema dominato da notifiche, scrolling compulsivo e iperconnessione?

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Al cuore del progetto c’è LockBox, un’applicazione pensata per aiutare gli studenti a limitare volontariamente le distrazioni digitali durante lo studio. Il meccanismo è semplice ma efficace: si selezionano le app da bloccare, si avvia una sessione di concentrazione e ogni minuto trascorso offline genera una moneta virtuale. Un sistema di gamification intelligente che trasforma la disciplina personale in esperienza concreta e motivante. Le monete accumulate possono poi essere convertite in premi reali: libri, attività sportive, ingressi al cinema, eventi culturali, esperienze e viaggi. Un linguaggio vicino alle nuove generazioni, capace di parlare agli studenti senza moralismi né imposizioni, ma attraverso incentivi positivi e obiettivi condivisi. L’idea arriva in un momento storico in cui il tema della salute mentale e dell’equilibrio digitale è diventato centrale nel dibattito pubblico internazionale. Dalle discussioni sul “brain rot” generato dall’eccesso di contenuti brevi fino ai timori legati alla dipendenza da smartphone tra i più giovani, il rapporto con il digitale rappresenta oggi una delle grandi questioni educative del nostro tempo. La Federico II sceglie di affrontarla con un approccio innovativo: non demonizzare la tecnologia, ma insegnare a governarla. “La Federico II - sottolinea il rettore Matteo Lorito - ha sempre creduto nella tecnologia come leva di crescita intellettuale e umana. Con il progetto #BenessereDigitale facciamo un passo ulteriore: non ci limitiamo a fornire strumenti digitali ai nostri studenti, ma li accompagniamo a usarli con consapevolezza. La vera competenza digitale del futuro non è saper stare sempre online, ma saper decidere quando è il momento di staccare”.

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Il progetto introduce anche un elemento di forte valore simbolico e professionale. Dopo aver raggiunto 1.500 monete — equivalenti a circa 25 ore complessive di disconnessione — gli studenti potranno ottenere l’Open Badge “Benessere Digitale”, rilasciato attraverso la piattaforma Bestr. Una certificazione digitale verificabile che attesta competenze sempre più richieste anche nel mondo del lavoro: gestione del tempo, capacità di concentrazione, autodisciplina e uso consapevole della tecnologia. “Non è un semplice attestato di partecipazione - annota la prorettrice Angela Zampella - ma una vera e propria certificazione di microcredenziali, in linea con le direttive europee, riconosciuta nel sistema italiano proprio nella forma dell’open badge”. Un riconoscimento che può essere inserito nel curriculum e valorizzato anche sui profili professionali online, trasformando il benessere digitale in una competenza concreta e spendibile.

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