Perché le donne sono ancora così poco rappresentate nelle organizzazioni scientifiche?

Secondo uno studio hanno tre volte più probabilità di segnalare ostacoli alla progressione di carriera e 4,5 volte più probabilità degli uomini di riportare episodi di molestie o microaggressioni

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Perché le donne sono ancora così poco rappresentate nelle organizzazioni scientifiche?
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Le donne sono una quota crescente nel lavoro scientifico globale (31,1% dei ricercatori nel mondo nel 2022; Unesco), ma nelle organizzazioni scientifiche che conferiscono riconoscimenti e influenzano la leadership e le dinamiche decisionali sono ancora sottorappresentate. Lo sostiene il rapporto globale, Toward gender equality in scientific organizations: assessment and recommendations, pubblicato da InterAcademy Partnership (IAP) - il cui segretariato è a Trieste all'Accademia Mondiale Scienze progresso scientifico nei Paesi in via di sviluppo (Twas) - all'International Science Council (ISC) e allo Standing Committee for Gender Equality in Science (SCGES), per il quale nell'ultimo decennio i progressi sono stati modesti. Basato su dati 2025 di oltre 130 accademie e unioni scientifiche internazionali, con risposte di quasi 600 scienziati nel mondo, lo studio rivela che la presenza femminile è aumentata poco rispetto alla prima valutazione del 2015.

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Nelle accademie nazionali, nel 2025 le donne erano in media il 19% dei membri (12% nel 2015; 16% nel 2020), con valori che variano da meno del 5% a quasi il 40%. I divari nella leadership sono ancora più marcati: di 50 accademie nazionali, solo il 20% ha una presidente donna, proporzione rimasta invariata dal 2020.
Nelle unioni scientifiche internazionali, le donne ricoprono circa il 40% dei ruoli di leadership, con differenze significative tra discipline.

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Per il rapporto le disparità non possono essere attribuite al percorso professionale soltanto, a incidere sono pratiche di nomina, criteri di selezione e ricorso a reti informali. Secondo il sondaggio le donne hanno tre volte più probabilità di segnalare ostacoli alla progressione di carriera e 4,5 volte più probabilità degli uomini di riportare episodi di molestie o microaggressioni. Occorre dunque rivedere i processi di candidatura e selezione, migliorare la raccolta dei dati disaggregati per genere e sistemi più solidi di monitoraggio e valutazione. Il rapporto evidenzia esempi di organizzazioni in cui cambiamenti strutturali hanno contribuito a progressi duraturi. 

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