Nel 2025 in Italia ci sono stati più di 15 mila terremoti

I sismologi dell’INGV hanno pubblicato il report sulla sismicità dell’anno appena trascorso, evidenziando una tendenza sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti

Redazione profile image
by Redazione
Nel 2025 in Italia ci sono stati più di 15 mila terremoti
Photo by Sreehari Devadas

Sono 15.759 i terremoti localizzati nel 2025 dalle Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV): in media poco più di 43 eventi al giorno (tre in meno rispetto al 2024), circa uno ogni 33 minuti. 

Mappa degli epicentri degli oltre 15.000 terremoti registrati dalle stazioni dalla Rete Sismica Nazionale nel 2025. In questa mappa non sono inclusi i microterremoti (M<1) localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) nelle aree vulcaniche campane e dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE) nelle aree vulcaniche siciliane


La tendenza generale si mantiene stabile: dal 2019, infatti, il numero di eventi localizzati in Italia si è aggirato tra i 16.000 e i 17.000 terremoti annui, in calo rispetto al biennio 2016-2017 quando l’Italia centrale venne interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli (RI). Questa sequenza contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità del Paese, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse. 

Nasce un’App per segnalare frane, alluvioni e terremoti
Il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova presenta Al-Earth, una nuova applicazione mobile gratuita rivolta ai cittadini per la segnalazione di eventi e fenomeni geologici osservabili sul territorio

Questi e altri dati, insieme ad approfondimenti e curiosità, fanno parte dello “Speciale 2025” dedicato alla sismicità annuale appena pubblicato dall’INGV. 

Il più forte terremoto del 2025, di magnitudo Mw 4.8, è stato localizzato il 14 marzo al largo della costa della provincia di Foggia: questo evento rientra nella sequenza sismica attiva nell’area a nord del Promontorio del Gargano (zona del Lago di Lesina).

Nel corso dell’anno, poco più del 10% degli eventi sismici registrati dalle Sale Operative INGV di Roma, Napoli e Catania ha avuto magnitudo pari o superiore a 2.0. Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 sono stati 21, di cui 16 registrati sul territorio italiano o nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. A differenza degli anni precedenti, non ci sono stati terremoti di magnitudo uguale o superiore a 5.0.

Terremoti e bradisismo, viaggio nella terra che arde: ecco cosa sta accadendo ai Campi Flegrei
Sciami sismici continui, effetto del bradisismo. Lo spauracchio di uno scenario eruttivo. Nelle ore più difficili, dopo la scossa più intensa degli ultimi 40 anni, si riaccendono i riflettori su una delle aree geologicamente più complesse al mondo. Le nostre risposte

Nel 2025 si sono verificate delle sequenze sismiche, con valori di magnitudo non elevati, alcune delle quali già attive negli anni precedenti. In particolare, è proseguita l’attività sismica nell’area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati localizzati i due terremoti con le più elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto (Md 4.6).

Sono stati numerosi anche gli eventi sismici localizzati nel Mar Tirreno meridionale: i più forti, di magnitudo ML 4.7, sono stati registrati il 7 febbraio nei pressi dell’arcipelago delle Isole Eolie e il 26 agosto al largo delle Isole Egadi. Nel mese di ottobre, una piccola sequenza ha interessato anche la provincia di Avellino, con un risentimento molto ampio da parte della popolazione. 

Grafico della sismicità in Italia e nelle aree limitrofe dal 2012 al 2025. Le colonne in blu mostrano tutti gli eventi localizzati, le colonne in rosso solo quelli di magnitudo M ≥ 2.0. Il picco del 2016 e del 2017 è collegato alla sequenza del Centro Italia, iniziata con il terremoto di Accumoli del 24 agosto 2016. Il numero di eventi localizzati e disponibili sul portale terremoti.ingv.it può variare negli anni a seguito dell’analisi e revisione da parte degli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell’INGV.

“Le infrastrutture di ricerca dell’Ente, prima fra tutte la Rete Sismica Nazionale (RSN), consentono alle nostre Sale Operative di svolgere quotidianamente il servizio di sorveglianza sismica del nostro Paese”, spiega Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV“Va ricordato che i dati acquisiti dalla RSN sono un patrimonio inestimabile, condiviso con tutta la comunità scientifica, su cui i sismologi possono costruire un costante avanzamento delle conoscenze scientifiche”

La scienza delle onde unisce le forze: si potranno prevedere i terremoti?
Una ricerca internazionale propone strumenti comuni per analizzare i segnali ondulatori in campi diversi, dall’astrofisica all’economia, passando per la salute e le energie rinnovabili

La sismicità del 2025 è raccolta in una mappa interattiva disponibile sul Blog INGVterremoti: per ciascun evento è possibile conoscere i principali parametri (magnitudo, profondità, area epicentrale); per quelli più forti sono disponibili anche le mappe di scuotimento (Shakemaps) che evidenziano l’impatto del terremoto sul territorio.

Redazione profile image
by Redazione

Per saperne di più