In un mondo dilaniato dalla guerra ha ancora senso essere gentili?
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In un mondo dilaniato dalla guerra ha ancora senso essere gentili?

Lo scorso 5 marzo a Palazzo Madama è stato presentato il primo disegno di legge volto a istituire la "Giornata nazionale della gentilezza". Una battaglia dal significato profondo. Scopriamo perché

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by Andrea Aversa

 Lo scorso 5 marzo a Palazzo Madama è stato presentato il primo disegno di legge volto a istituire la "Giornata nazionale della gentilezza". L’iniziativa è stata promossa dal Movimento Italiano della Gentilezza (Mig) ed ha come obiettivo quello di introdurre la gentilezza tra gli indicatori del Benessere equo e solidale (Bes). A sostenere l’iter voluto da Natalia Re, Presidente del Mig, il senatore Raoul Russo l’onorevole Maria Carolina Varchi. “Da subito abbiamo scelto di sposare e farci promotori di questo progetto, ritenendolo un passo fondamentale per promuovere valori civili, rispetto reciproco e coesione sociale nel nostro Paese. - ha sottolineato Varchi - Questo provvedimento rappresenta un’opportunità per integrare nelle istituzioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro pratiche concrete che favoriscano relazioni più rispettose, inclusive e attente al benessere collettivo”.  

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Che cos’è il Movimento Italiano per la Gentilezza

La battaglia è stata portata avanti dal Mig, movimento nato a Parma nel 2000 grazie ai coniugi Aiassa e oggi presieduto da Palermo da Re. Il Mig è il riferimento italiano del World Kidness Movement e si propone di, “rendere la gentilezza protagonista della quotidianità. In un mondo che corre senza pause, invitiamo a fermarsi, guardare, ascoltare” e ancora, così come scritto sul sito web del movimento, “crediamo che la gentilezza non sia fragilità, ma energia trasformativa: capace di cambiare relazioni, comunità e persino intere città. Con il programma ‘Il Valore della Gentilezza’, ispirato all’Agenda ONU 2030, agiamo in ambiti cruciali: sanità fatta di umanità, non solo di tecnica; giustizia come equità e dignità per tutti; spazi urbani accoglienti e sostenibili; educazione che forma cittadini consapevoli; uguaglianza globale nei diritti e nelle opportunità. Volontari, ambasciatori e testimoni portano avanti questo messaggio ogni giorno”.

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Photo by Anastasiia Krutota

Il Kidness Act


Parliamo di gentilezza come infrastruttura sociale. - ha spiegato la presidente Re in merito al Kidness Act - Negli ultimi anni abbiamo osservato, come Movimento Italiano per la Gentilezza, gli effetti concreti dei comportamenti gentili: sulla fiducia, sulla cooperazione, sul benessere delle persone, sulla qualità delle relazioni e, sempre più chiaramente, anche sulla produttività. Abbiamo compreso una cosa semplice ma potente: ciò che non si misura, non entra davvero nelle politiche pubbliche. Per questo nasce la proposta di considerare il Kindness Act come possibile 13° indicatore BES. Non per aggiungere un indicatore simbolico, ma per riconoscere che la qualità delle relazioni è una variabile strutturale dello sviluppo”.

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Cos’è il Bes e come si misura

Ma cos’è il Bes e cosa misura? Gli indicatori del Benessere equo e solidale, rappresentano un indice, sviluppato dall'Istat e dal Nel, per valutare il progresso di una società non solo dal punto di vista economico, come ad esempio il PIL, ma anche sociale e ambientale e corredato da misure di disuguaglianza e sostenibilità. Il Bes è entrato a far parte ufficialmente del bilancio dello Stato nel 2016. Ogni anno, all’interno del Def, ovvero del Documento di programmazione economico e finanziaria del Paese, è scritto - tramite allegato - il rispetto dei suoi parametri. La valutazione definitiva, attraverso una risoluzione, spetta al Parlamento. Queste le 12 dimensioni principali che compongono il Bes, a loro volta costituite da molteplici indicatori: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi. Secondo Cristina Freguja, Direttore Dipartimento per le Statistiche Sociali e Demografiche Istat, "trasformare la gentilezza in indicatore statistico significa fare scelte concettuali e metodologiche precise. L’esperienza del Benessere equo e sostenibile dell’Istat mostra che misurare il benessere è possibile, ma solo attraverso un percorso metodologico rigoroso”. Il Kidness Act, per i suoi promotori, avrà un impatto importante anche da un punto di vista pedagogico, ad esempio in ambito scolastico e lavorativo. Due i testi di riferimento, uno rivolto al mondo dell’istruzione, per promuovere la gentilezza come metodo educativo e di prevenzione del bullismo anche online e uno rivolto al mondo del lavoro, e alla pubblica amministrazione in particolare, volto a favorire ambienti professionali inclusivi e rispettosi, liberi da molestie e discriminazioni.

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La Giornata della gentilezza nel mondo

 Con l’approvazione del Kidness Act l’Italia si troverebbe al passo di altri paesi nei quali la Giornata della gentilezza è già realtà. Tra questi il Giappone che ha leggi che promuovono il rispetto reciproco e l’inclusione culturale. Il Canada, che già nel 1988 aveva varato il Multiculturalism Act, una legge federale che promuove la multiculturalità come un valore fondamentale per la società canadese. In Bhutan, invece, è stata introdotta la Felicità Interna Lorda (GNH), una misura di benessere adottata per guidare le politiche pubbliche, un'alternativa al prodotto interno lordo (PIL) tradizionale. Mentre in Australia sono in vigore il National Day of Action Against Bullying and Violence e diverse leggi e iniziative locali per combattere il bullismo e la violenza, in particolare nelle scuole. Mentre i Paesi Scandinavi  promuovono la gentilezza, il rispetto e l'inclusione sociale come parte integrante delle politiche pubbliche. “In questo contesto - ha dichiarato la presidente Re - l’Italia può contribuire con una proposta originale: riconoscere la gentilezza come dimensione misurabile del benessere e come infrastruttura sociale dello sviluppo. La proposta del Kindness Act si colloca esattamente in questa traiettoria internazionale: offrire all’Italia l’opportunità di tradurre il valore della gentilezza in una dimensione misurabile, capace di orientare politiche pubbliche, scelte organizzative e investimenti sociali”.

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