Giornata mondiale delle foreste, ecco quanto verde stiamo perdendo

Dal 1990 al 2025 il Pianeta ha perso 4.890.000 km² di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi. Abbiamo, in pratica, perso una superficie grande 26 volte l'Austria. Qualcosa sta cambiando. Ma basta?

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Giornata mondiale delle foreste, ecco quanto verde stiamo perdendo
Foto Michel Roggo / Wwf

In occasione della Giornata Mondiale delle Foreste, che ricorre il 21 marzo, il WWF lancia un nuovo allarme sull’emergenza deforestazione.  La storica campagna lanciata dal WWF nel 1988 recitava “Quest’anno ci siamo giocati l’Austria” e riguardava la superficie della foresta Amazzonica che quell’anno era stata rasa al suolo. Ma quanta foresta abbiamo persa da allora? Dal 1990 al 2025 il Pianeta ha perso 4.890.000 km² di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi. Anche considerando le aree in cui le foreste sono in espansione, il bilancio resta drammatico: la superficie forestale globale si è ridotta di 2.035.000 km², pari a quasi 26 volte l’Austria, ovvero circa l’estensione della Groenlandia o di mezza Europa. 

Segnali positivi, ma insufficienti 
La perdita annua di foreste mostra un rallentamento rispetto agli anni ’90, ma resta significativa: si passa dai 107.000 km² annui del decennio 1990-2000 ai 41.200 km² stimati tra il 2010 e il 2020. In alcuni Paesi tropicali, come Indonesia e Brasile, i più recenti monitoraggi segnalano una leggera riduzione nella deforestazione; tuttavia, l’espansione delle superfici destinate agli allevamenti e alla coltivazione di soia, palma da olio, cacao, caffè, seguita dai tagli (spesso illegali) per la vendita del legname e da lavori per far spazio a miniere o infrastrutture, rischiano di annullare i progressi nel giro di pochi anni. 

Le foreste come infrastruttura naturale globale 

Il WWF ricorda come le foreste siano fondamentali per l’equilibrio del Pianeta: influenzano le precipitazioni, regolano temperature e ciclo del carbonio, proteggono i suoli e ospitano l’80% delle specie terrestri. La loro distruzione comporta effetti a catena: perdita di biodiversità, crisi idrica, impatti sulle economie locali e sulle popolazioni indigene e comunità che vi dipendono. Particolarmente critica la situazione dell’Amazzonia, dove alcune aree si stanno avvicinando a un tipping point (punto di non ritorno) irreversibile che potrebbe trasformare vaste superfici in un’arida savana. I danni economici stimati superano i 1.000 miliardi di dollari in tre decenni.  “La deforestazione è una delle più grandi trasformazioni del pianeta causate dall’uomo. Non è solo una questione di alberi, ma di futuro climatico, giustizia sociale e sopravvivenza degli ecosistemi. La cosa più inquietante è che sta succedendo mentre continuiamo a guardare inerti, ma con un approccio coordinato su più livelli si può fermare”, afferma Edoardo Nevola, responsabile foreste del WWF Italia

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10 priorità per invertire la tendenza 

Per invertire la tendenza, il WWF indica dieci linee di intervento prioritarie: 

  1. Accelerare l’attuazione rigorosa delle politiche e dei regolamenti in linea con l’obiettivo di fermare e invertire la deforestazione globale entro il 2030, come il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR).
  2. Diffondere modelli produttivi resilienti e sostenibili delle commodities a maggior impatto sulle foreste globali, e creare catene di approvvigionamento responsabile.  
  3. Sensibilizzare i consumatori a scelte responsabili.  
  4. Ampliare e trasformare i finanziamenti, garantendo la loro sostenibilità e accessibilità, e allineare i flussi finanziari verso una gestione forestale più responsabile e una produzione di commodities a “deforestazione zero”. 
  5. Assicurare maggior protezione delle foreste globali.
  6. Responsabilizzare, supportare e garantire i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità che dipendono dalle foreste.  
  7. Incentivare la gestione responsabile delle foreste globali e ripristinare le aree già degradate e convertite. 
  8. Puntare sull’innovazione scientifica e tecnologica, sia per il monitoraggio in tempo reale della deforestazione che per una gestione più sostenibile delle risorse.  
  9. Avviare partnership trasformative per garantire che le aziende non cedano alle pressioni politiche e supportino principi di produzione e approvvigionamento responsabili.  
  10. Migliorare la cooperazione internazionale con processi partecipati, inclusivi e trasparenti, per l’articolazione di una roadmap condivisa e di una visione inclusiva per una transizione equa. 

La 20esima Ora della Terra  

Nel suo 60° anniversario, il WWF Italia ribadisce la centralità della tutela delle foreste per il futuro climatico ed ecologico del Pianeta e invita cittadini, aziende e istituzioni a unirsi alla mobilitazione globale Earth Hour, l’Ora della Terra, che quest’anno alla sua 20esima edizione e si terrà sabato 28 marzo alle 20,30. Un messaggio potentissimo attraverso un semplice gesto: spegnere le luci per un’ora per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e il futuro del Pianeta. 

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