Dentro NEST Connect 2026: il confronto per accelerare la transizione energetica italiana

GrandTour ha partecipato ai nove tavoli con ricerca, imprese e startup per definire un Manifesto in 9 punti. L'obiettivo? Accelerare la transizione energetica italiana

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by Giancarlo Donadio
Dentro NEST Connect 2026: il confronto per accelerare la transizione energetica italiana

Centri di ricerca, imprese, startup, professionisti e istituzioni seduti allo stesso tavolo per discutere di energia sostenibile non in termini astratti, ma operativi. È questa l’immagine più nitida che resta di NEST Connect 2026, l’evento promosso dalla Fondazione NEST in collaborazione con Startupitalia, che ha portato alla definizione di un Manifesto articolato in 9 punti programmatici per accelerare la transizione energetica italiana.

Siamo stati al Palazzo Rospigliosi il 19 febbraio, tra sale animate da post-it, appunti condivisi, confronti serrati e sintesi collettive. Non una semplice conferenza, ma un laboratorio strutturato di co-progettazione, dove ogni tavolo ha trasformato criticità concrete in proposte di sistema.

Cos’è NEST e perché lavora per Spoke

NEST – acronimo di Network 4 Energy Sustainable Transition – è un ecosistema nazionale che connette università, centri di ricerca, imprese e stakeholder pubblici con l’obiettivo di accelerare l’innovazione nelle tecnologie energetiche sostenibili. La Fondazione nasce per rafforzare la ricerca scientifica e contribuire alla competitività del sistema industriale italiano ed europeo nel campo dell’energia. Per farlo ha scelto una struttura organizzativa chiara: 9 Spoke tematici, ciascuno dedicato a un ambito strategico della transizione. Gli Spoke coprono l’intera catena del valore: produzione rinnovabile, integrazione nelle reti, accumulo, nuovi vettori energetici, materiali avanzati, efficienza e resilienza delle supply chain. Non compartimenti stagni, ma nodi di un unico ecosistema tecnologico interconnesso. Il partenariato riunisce 24 soggetti tra pubblico e privato – 11 università, 5 centri di ricerca nazionali e 8 imprese – con l’obiettivo di accompagnare le soluzioni dalla ricerca ai contesti operativi reali.

Cosa è emerso dai tavoli di lavoro

La giornata è stata scandita da nove tavoli tematici, ciascuno chiamato a individuare criticità, proporre soluzioni e condensare il confronto in un punto manifesto. Ma al di là delle specificità tecnologiche, dai tavoli sono emerse alcune linee comuni.

Il confronto ai tavoli per il futuro dell'energia sostenibile

La prima è la necessità di certezza normativa. In quasi tutti gli Spoke – dal solare all’idrogeno, dallo storage alla bioenergia – è stato sottolineato come l’instabilità regolatoria rallenti investimenti e pianificazione industriale. Non si tratta solo di semplificare, ma di rendere prevedibile il quadro decisionale.

La seconda è l’integrazione tra tecnologie. Non basta far crescere singole fonti rinnovabili: occorre progettare sistemi che tengano insieme produzione, accumulo, reti e usi finali.

La terza è il trasferimento tecnologico. Dallo Spoke 3 sulla bioenergia allo Spoke 5 sulla conversione energetica, è emerso il tema del “missing middle”: il passaggio tra laboratorio e mercato resta il vero collo di bottiglia. Servono dimostratori, continuità delle infrastrutture e strumenti finanziari adeguati.

Esperti del mondo accademico e imprenditoriale si confrontano sul futuro dell'energia sostenibile

La quarta è la filiera europea. Nei tavoli su solare, storage e materiali avanzati è tornato con forza il tema dell’autonomia tecnologica. Dipendenze da materie prime critiche, monopolio tecnologico e frammentazione normativa sono percepite come vulnerabilità strategiche. La risposta indicata è una maggiore integrazione europea e la costruzione di campioni industriali.

La quinta riguarda competenze e accettabilità sociale. Nel tavolo offshore si è parlato di percezione pubblica e open data; in quello sull’idrogeno della necessità di abbandonare narrazioni semplificate; in quello sui materiali della lotta alla disinformazione. Informazione, formazione e coinvolgimento della politica con dati economici concreti sono stati indicati come leve decisive.

In sintesi, la transizione non è più solo una questione tecnologica. È una questione di governance, di coordinamento tra attori, di visione industriale.

Il Manifesto emerso dagli Spoke

Dal lavoro dei tavoli è emerso poi un Manifesto programmatico che riportiamo qui nella sua interezza.

SPOKE 1 - Solare e Agrivoltaico
Co-creazione e collaborazione per una filiera più innovativa
Nella transizione energetica serve certezza normativa anche per fronteggiare investimenti spesso rilevanti. L’innovazione tecnologica è una leva strategica, servono integrazione di sistema, una filiera europea della ricerca e della produzione, collaborazione tra enti pubblici e privati e co-creazione ispirata a circolarità e sostenibilità.

SPOKE 2 - Rinnovabili e Offshore
Trasparenza, competenze e alleanze per l’energia del futuro
Per rendere la transizione energetica un progetto condiviso e sostenibile occorre puntare su informazione e open data, investire in formazione e competenze, coinvolgere la politica con evidenze economiche, definire il ruolo internazionale dell’Italia e rafforzare l’alleanza tra imprese e università lungo traiettorie comuni di ricerca.

SPOKE 3 - Bioenergia e Carburanti Circolari
Bioenergia e Carburanti Circolari: un’alleanza tra territori e innovazione
La bioenergia è sostenibile solo se tecnologia, territori e regole crescono insieme. Serve un quadro normativo stabile e criteri certi per finanziare il “missing middle” dei biofuel, oltre a sinergie pubblico-privato per infrastrutture industriali sostenibili.

SPOKE 4 - Idrogeno e Usi Finali
Idrogeno, non la soluzione ma una valida opportunità
Serve abbandonare la narrazione attuale: l’idrogeno non è una panacea. Ha numerosi limiti legati ai costi, servono incentivi, e serve affrontare il tema secondo il principio della neutralità tecnologica. In Italia mancano grandi player, ma la ricerca è di alto livello e l’obiettivo è mettere a sistema questo know how anche in Europa, per creare un campione di settore.

SPOKE 5 - Tecnologie di conversione energetica
Dalla frammentazione alla condivisione
Servono tavoli di lavoro permanenti tra Imprese, Istituzioni e Università per definire obiettivi condivisi e ambiziosi, nell’ambito della conversione dell’energia. Sviluppare tecnologie innovative e creare valore per persone, tessuto industriale e territorio.

SPOKE 6 - Storage - Sistemi di accumulo e batterie
Energy Storage per un futuro energetico integrato
Per rendere stabile e resiliente il sistema energetico, occorre accelerare sugli investimenti in sistemi di accumulo, definire un quadro regolatorio chiaro, rafforzare la filiera europea e promuovere una divulgazione consapevole, per generare sicurezza, innovazione e valore condiviso per società e ambiente.

SPOKE 7 - Smart sector integration & Digital Twin
La sovranità tecnologica parte dalla ricerca
Dalle fragilità di filiera alla forza di un ecosistema interconnesso in tempo reale: unendo consumi e capitali, industrie e tech transfer grazie al ruolo delle università si può raggiungere l’autonomia energetica, facendo innovazione verso un futuro sostenibile per le persone e l’ambiente.

SPOKE 8 - Efficienza degli usi finali & Resilienza energetica
Le connessioni necessarie per generare resilienza e interoperabilità
I diversi attori del sistema devono cooperare per far nascere una rete aperta e interoperabile, dove conoscenza, tecnologie e comunità si possano connettere per anticipare i cambiamenti della transizione energetica e costruire un sistema integrato, efficiente, resiliente e condiviso.

SPOKE 9 - Materiali avanzati per l’energia sostenibile
Un patto per materiali sostenibili e innovazione continua
Alleanza stabile tra industria, ricerca e politica: superiamo dipendenze da materie prime critiche, frammentazione normativa e impatti ecologici, costruendo filiere di materiali innovativi, stabili e sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico.

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